Network marketing truffa o lavoro?

04 giugno 2017 Pubblicato da Redazione

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Network marketing: parliamo di lavoro?

Viviamo nell’epoca del web, ogni cosa sembra possibile, una volta per conoscere le persone bisognava recarsi in luoghi appositi che favorivano la socializzazione. La parrocchia, l’oratorio, il bar per molti la seconda casa, questi erano i luoghi per eccellenza per fare due chiacchiere e conoscersi. Oggi ci si connette al web, i social network sono il mondo nel quale ci muoviamo, da alcuni anni si parla spesso e in maniera insistente di network marketing. Cerchiamo di capire nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Se vogliamo fare un’analisi che prenda in considerazione il significato letterale della parola, dobbiamo parlare di una specifica strategia di marketing che deve il suo successo non solo alla vendita diretta. In pratica parliamo di figure di carattere commerciale che vendono il prodotto di un’azienda direttamente a un consumatore.

network marketingLa fatica di fare network marketing sta proprio nella capacità personale, di riuscire a trovare clienti che siano disposti a provare e acquistare un prodotto che viene incontro a una specifica esigenza. Per fare questo, vengono messe in campo varie strategie, dalla creazione di profili facebook nel quale si chiede poi l’amicizia a varie persone per poter pubblicizzare il prodotto, alla creazione di gruppi ad hoc.

La vera forza del network marketing non sta nella capacità di vendere il prodotto a un cliente, la vera forza è legata proprio alla creazione di una vera e propria rete commerciale di propri affiliati.

Questi a loro volta diventeranno venditori, in questo modo la persona che è riuscita a creare la rete, avrà una commissione diretta sia dalle vendite realizzate personalmente che da tutta la rete di venditori che è riuscita a reclutare in rete.

Network marketing: la vera forza sta nella solidità dell’azienda!

Molte aziende moderne, per evitare di dover creare una rete commerciale fisica, con tutti i costi che comporta, utilizzano il network marketing per sopperire a questi costi. Il problema vero di questa strategia di marketing è legata principalmente al tipo di azienda che decidiamo di sponsorizzare.

La creazione della rete commerciale richiede tempo, occorre costruire una serie di contatti ben motivati che riescano poi nel corso del tempo a portare avanti le vendite richieste. Si guadagna sulla vendita, per questo motivo chi è interessato, deve necessariamente spingere sulla vendita del prodotto, cercando di motivare anche la struttura.

Abbiamo iniziato questo post con un titolo provocatorio, chiedendoci se a tutti gli effetti si tratta di un lavoro. Dal nostro punto di vista qualsiasi attività finalizzata a costruire una rete commerciale per riuscire a vendere un determinato prodotto, richiede uno sforzo ed è a tutti gli effetti un lavoro.

Semplicemente nel percepito delle persone siamo abituati a vedere il venditore come una persona fisica che si reca in un luogo e deve cercare di persuadere chi ha davanti che il suo prodotto è effettivamente valido. Per fare questo occorre tempo, pazienza, costanza e passione.

Si, per fare network in rete bisogna essere degli accaniti sostenitori delle potenzialità del web. Bisogna amare il mondo della comunicazione, bisogna avere doti personali di persuasione e capacità di motivare lo staff di persone che gestiamo.

Gli strumenti per pubblicizzare il prodotto e la propria attività possono essere tanti, parliamo di un sito, di un blog aziendale, dei social network, della condivisione dei contenuti.

Come sempre la differenza la fa la persona e il modo in cui si approcciaUtilizzare i social per postare continuamente sulle pagine delle persone conosciute link che rimandano al prodotto che pubblicizziamo può essere controproducente. In questo caso di parla di una forma di spam. Non si persuade le persone della validità del prodotto che si sponsorizza ma ci si limita a inserire link al prodotto sulle pagine che sono collegate alla nostra.

Grandissimo errore! La relazione, il modo in cui costruiamo in rete una serie di relazioni, definisce il modo in cui proponiamo il nostro prodotto. Il web è un’enorme cassa di risonanza nella quale le persone si scambiano pareri e consigli. Per questo motivo bisogna stare molto attenti a come ci si pone e al modo in cui si decide di costruire un rapporto.

Se siamo professionali e competenti, sia la rete di venditori che fa capo a noi, sia il cliente diretto al quale vendiamo un determinato prodotto, percepirà il nostro modo di agire e avrà fiducia in noi.

Se cerchiamo invece solo di piazzare il prodotto, senza preoccuparci di come le persone percepiscono il nostro modo di agire siamo completamente fuori strada. Sul web le cose vanno molto più velocemente che nella vita reale, per questo motivo nel corso del tempo è molto facile che il percepito su di noi diventi negativo.

Molte persone svolgono questo tipo di lavoro in maniera superficiale e approssimativa, limitandosi a viverlo come un semplice “passatempo” da svolgere nel tempo libero. Ancora oggi, nonostante il web sia una realtà fortemente radicata, il modo di approcciarsi delle persone alla rete è limitato alle attività di puro svago.

Ancora oggi il lavoro offline, quello che presuppone uno spostamento dal luogo di casa all’ufficio è vissuto dalla maggior parte delle persone come il “vero lavoro”. Per quello siamo disposti a sacrificarci, magari sottoponendoci a viaggi scomodi e stressanti che dobbiamo fare ogni giorno per recarci presso l’azienda nella quale lavoriamo.

 

A fine mese il risultato del nostro sforzo si traduce in uno stipendio che dovrebbe corrispondere al lavoro che abbiamo svolto. Le cose non vanno sempre così, spesso quello che ci viene pagato non corrisponde per nulla o solo in parte allo sforzo lavorativo da noi prodotto.

In alcune situazioni possiamo assistere anche al paradosso contrario, veder magari “premiate” persone  per sforzi lavorativi che sono nettamente inferiori a quelli prodotti da noi. Un problema che affligge da sempre la cultura italiana del lavoro; la mancanza di “meritocrazia”.

Il network marketing quindi è meritocratico?

Il marketing presuppone uno sforzo del singolo individuo che deve costruire una rete commerciale e una rete di clienti per riuscire a guadagnare. In questo senso è sicuramente meritocratico. Poi bisogna anche chiarire un punto fondamentale. Gli sforzi e il risultato che una persona ottiene sono spesso soggettivi.

Ogni persona ha un proprio talento, alcune non hanno grandi capacità pratiche ma sono bravi nel “vendere un determinato prodotto”gli  riesce naturale, riescono per un talento personale a vendere molto meglio di altri che magari fanno uno sforzo maggiore.

Non abbiamo tutti lo stesso livello, ci sono persone che “nascono con il talento della vendita” e riescono senza grandi sforzi a costruire una rete commerciale adeguata e redditizia.

Possiamo intraprendere questa strada tutti ma magari avremo risultati diversi. Il primo errore che non va fatto è quello di guardare a quelli che guadagnano tanto e chiedersi come fanno. Un inutile dispendio di energie. Se si è deciso di intraprendere un determinato percorso, quello che dobbiamo fare è essere pazienti e costanti.

I risultati arriveranno con il tempo e la costanza, qualsiasi piccolo passo che ci porta in avanti deve essere per noi lo stimolo giusto per proseguire su questa strada, se pensiamo sia quella giusta per noi.

Network marketing: quali i rischi?

Cerchiamo adesso di capire insieme quali sono i rischi ai quali andiamo incontro se decidiamo di svolgere questo tipo di lavoro. Il primo ed è quello fondamentale è legato al tipo di azienda per il quale decidiamo di lavorare.

La vendita si fonda su un principio che nella vita di tutti i giorni è conosciuto ma spesso sottovalutato; si chiama “rischio d’impresa”. L’imprenditore che fonda una determinata azienda per commercializzare un prodotto lo fa con l’intento di avere un guadagno. La differenza tra l’imprenditore vero e il “furbacchione” è l’investimento che fa sulla sua struttura.

Se un imprenditore ha deciso di crescere, cerca di “reinvestire” una parte degli utili nella propria azienda per cercare di migliorare il prodotto o la struttura che lo deve vendere.

Un principio che si applica sia nelle aziende fisiche che in quelle che vendono un prodotto ma utilizzano principalmente il web come canale di distribuzione. In questo senso solo l’esperienza e il tempo possono effettivamente farci capire se l’azienda che decidiamo di sponsorizzare è seria e solida o al contrario ” vive alla giornata”.

Quello che non dobbiamo mai dimenticare e chi vende solitamente lo sa è dove sia la nostra vera ricchezza. Non è nella vendita del prodotto, non è nel guadagno che abbiamo ma è nella rete commerciale che siamo stati in grado di creare.

Se siamo stati professionali e trasparenti, cercando nel corso del tempo di avvisare la nostra rete commerciale dei cambiamenti che avvengono nell’azienda, nel bene o nel male, allora abbiamo capito come funziona questo lavoro. La ricchezza non è nell’azienda ma nella rete commerciale che abbiamo creato.

Se l’azienda non è seria e professionale, magari disorganizzata o tende a pagare in maniera saltuaria e non continuativa, possiamo sempre decidere di cambiarla e lavorare magari per un’altra.

La struttura commerciale ci resta, un patrimonio molto importante che sarà disposta a seguirci e a lavorare per la nuova azienda. La vera ricchezza l’abbiamo individuata e va coltivata con intelligenza.

Il patrimonio del venditore serio è la propria rete commerciale, purtroppo non sempre le aziende sono quello che dicono di essere. Per questo motivo nel corso della nostra vita lavorativa potremmo essere costretti a cambiarne tante. Quello che invece dobbiamo cercare di mantenere è la nostra rete commerciale.

Correttezza, trasparenza, professionalità e informazioni chiare sono il miglior “biglietto da visita”. Se il nostro istinto ci suggerisce che l’azienda non è più affidabile, in maniera intelligente e discreta va comunicato alla nostra rete di contatti. In questo modo chi ha lavorato  coordinato da noi, avrà un buon percepito e sarà disposto a seguici anche in futuro.

Per rispondere alla vostra domanda si, il network marketing è un lavoro alla stregua degli altri, per certi versi è anche più difficile da svolgere. Il contatto è virtuale e non reale. Mentre il venditore si reca fisicamente dal cliente, in rete tutto è virtuale, per questo motivo “costruire” fiducia richiede molto più tempo.

” Seminare, seminare e ancora seminare” è la regola del buon venditore. Non esistono ricette magiche,  scorciatoie o “astuzie” e se ci sono chi le utilizza con il tempo è destinato a fallire.

Un’esperienza di lavoro che “consigliamo” a quelle persone che veramente hanno deciso di lavorare in maniera alternativa e con l’intendo di costruirsi un reddito e una professionalità.

Non lo consigliamo a quelle persone che vogliono svolgere l’attività come “hobby”, semplicemente distribuendo qualche link in rete legati ai prodotti che “provano a sponsorizzare”. L’esperienza si rivelerà deludente e scarsamente remunerativa.

Diffidate delle persone “troppo entusiaste” del network marketing, quelle che dichiarano a ” gran voce” che è il futuro. Non è vero, per meglio dire è vero in parte. Il network marketing può rappresentare sicuramente una possibilità di lavoro, si deve sempre appoggiare ad aziende solide e concrete che vendono e distribuiscono un prodotto.

In ogni caso il guadagno è proporzionato a tempo e all’impegno e non è uguale per tutti.

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