Il contratto di lavoro a tempo indeterminato

11 agosto 2013 Pubblicato da Redazione

 

Nel panorama dei contratti parliamo oggi del contratto di lavoro a tempo indeterminato, un contratto che per sua stessa natura è caratterizzato dalla stabilità, infatti non prevede un termine da un punto di vista legislativo.

Diciamo che su questa tipologia contrattuale bisogna per prima cosa fare alcune specifiche, bisogna dire che per quanto rappresenti per molti la stabilità, la sua durata è caratterizzata dalla vita media che una azienda ha a disposizione.

Contratto a tempo indeterminato Certamente a differenza di altre tipologie contrattuali la sua natura prevede una certa stabilità, tuttavia bisogna anche dire che è legato alla vita della azienda, in caso di fallimento dell’azienda medesima, tutela con una serie di ammortizzatori sociali.

In questi ultimi anni, complice la rigidità e la tutela che implica, si tratta di una tipologia sempre meno utilizzata, in ogni caso l’ingresso nel mercato del lavoro avviene con una serie di contratti elastici che garantiscono la flessibilità in uscita per il mondo aziendale.

Bisogna poi dire che il livello contributivo di questa tipologia contrattuale è molto elevato anche per le aziende, questo costituisce un ulteriore deterrente al suo utilizzo, dall’altra i cicli produttivi che le aziende oggi hanno, portano a valutare soluzioni differenti.

I mercati complessi da un punto di vista produttivo e il fatto che viviamo una economia globalizzata, spinge l’azienda a ricorrere al contratto a tempo indeterminato solo in caso effettivo di un bisogno oggettivo, non rappresenta da questo punto di vista una soluzione.

Meno contratti a tempo indeterminato e una contrazione nelle figure professionali nel mondo aziendale è quello che caratterizza oggi la realtà, anche se una azienda ha la necessità di avere magari 10 persone a tempo indeterminato, sceglie di lasciare l’organico in sofferenza.

Bisognerebbe pensare a misure per ridurre l’onere contributivo in maniera permanente per questa tipologia contrattuale, tuttavia per quanto questa soluzione sia stata paventata spesso, non è mai di fatto accaduto nel contesto lavorativo.

Il contratto può essere risolto per mutuo consenso della parti secondo l’articolo 1372 del codice civile, in caso di dimissioni del lavoratore o di inadempienza per gravi motivi, le parti non hanno l’obbligo di dare un preavviso.

La riforma Fornero ha però in parte mutato alcune specifiche del contratto di lavoro a tempo indeterminato, in modo particolare in caso di licenziamento, andremo poi ad approfondire la riforma per cercare di capire cosa effettivamente è cambiato.

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