Contratto a tempo determinato: Legge 247/2007 articolo 1

09 agosto 2013 Pubblicato da Redazione

 

Abbiamo parlato del contratto a tempo determinato e di come questo sia regolato da una serie di norme interne al tipo di contratto stesso per come è stato concepito, abbiamo analizzato la sua forma e il modo in cui viene stipulato.

Detto che raramente viene applicata la sola forma verbale per quei rapporti di lavoro che sono inferiori ai 12 giorni, cerchiamo ora di capire come da un punto di vista legislativo questa tipologia sia regolata e se è equiparabile come diritti e doveri al contratto a tempo indeterminato.

La legge che nella sua forma generale regola questa tipologia contrattuale specifica è la numero 247/2007 all’articolo uno, una norma che siamo andati a visionare e nella quale possiamo rilevare una serie di impostazioni di carattere molto generale.

L’articolo uno parla in maniera generica di norme in materia di attuazione del protocollo del 23 luglio 2007 in materia di previdenza, lavoro e competitività, per favorire l’equità e la crescita sostenibili.

Probabilmente agganciare il contratto di lavoro a tempo determinato a tale articolo, è una forma di armonizzazione che rende il contratto stesso differente rispetto al passato, si è cercato di fare in modo tale che venissero riconosciute una serie di specifiche che in passato erano mancanti.

Si parla nello specifico di riduzione della capacità ed autonomia lavorativa del soggetto, nel caso in cui venga accertata dall’Inps attraverso una serie di controlli una riduzione della capacità lavorativa superiore al 74 per cento, viene riconosciuto un assegno a carico dello Stato alla persona in condizioni di disagio.

Un articolo molto importante, perché punta ad armonizzare diritti e doveri del contratto a tempo determinato, facendo in modo tale che la durata limitata nel tempo non incida di fatto su quelli che sono i diritti del lavoratore.

L’estinzione del rapporto di lavoro nel termini del contratto, non riducono di fatto la portata dei diritti che il lavoratore ha durante lo svolgimento della propria mansione lavorativa, da un punto di vista legislativo la norma è corretta ad armonizza le condizioni di lavoro.

La legge tuttavia si limita semplicemente a delineare delle norme molto generiche e vaghe, di fatto nella sua attuazione il contratto di lavoro a tempo determinato pone la persona in una situazione psicologica particolare, la percezione di essere a termine, difficilmente fa in modo tale che il lavoratore eserciti i proprio diritti.

Parleremo di questo in un successivo approfondimento su questo aspetto sia legislativo che psicologico nel rapporto di lavoro datore di lavoro-lavoratore.

 

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