BORSA LAVORO BOLZANO: L’OCCUPAZIONE PER TIPOLOGIE DI LAVORATORI

15 marzo 2017 Pubblicato da Redazione

 

La provincia di Bolzano ha registrato nel 2016 un andamento dell’occupazione generalmente positivo sotto molti aspetti; stando ai dati della borsa lavoro Bolzano, osservando i dati occupazionali anche per tipologie di lavoratori dimostra il trend di crescita positivo in controtendenza con la media nazionale soprattutto per quanto riguarda l’occupazione femminile e quella dei giovani e nei settori dei servizi, commercio e turismo.

 

I dati sull’occupazione maschile della borsa lavoro Bolzano

L’occupazione maschile cresce in tutti settori economici ad eccezione del pubblico e dell’agricoltura.

Nel periodo maggio – ottobre 2016 erano occupati in media 104.537 lavoratori dipendenti uomini, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2.830; +2,8%).

La crescita è dovuta soprattutto al comparto alberghiero (+844) e agli “Altri servizi” (+766). Anche il commercio (+577) e il manifatturiero (+505) danno un notevole contributo alla crescita dell’occupazione maschile.

Cresce anche il settore edilizia (+349), mentre prosegue il calo del settore agricolo (-186 dipendenti) e del pubblico (-25).

In crescita anche il numero di apprendisti (+35; +1,1%). I tassi di disoccupazione e di occupazione ufficiali degli uomini (ISTAT/ASTAT) per il semestre aprile – settembre 2016 sono rispettivamente pari a 3,2% e 79,9%.

 I dati sull’occupazione femminile della borsa lavoro

Positivo anche l’andamento dell’occupazione femminile nella provincia di Bolzano.

Nel periodo maggio – ottobre 2016 il numero di lavoratrici dipendenti ha registrato un aumento del +2,8% (+2.625) rispetto all’anno precedente, per un totale di 95.905.

La crescita è particolarmente forte nel turismo (+1.072) e nel comparto “Altri servizi” (+560).

Altri incrementi rilevanti si registrano nel commercio (+424), nel settore pubblico (+329) e nel settore manifatturiero (+162). Stabili l’agricoltura (+63) e l’edilizia (+14).

I tassi di disoccupazione e di occupazione ufficiali delle donne (ISTAT/ASTAT) per il semestre aprile – settembre 2016 sono rispettivamente pari a 2,6% e 68,2%.

 I dati sull’occupazione giovanile della Borsa lavoro

L’occupazione giovanile – contrariamente alla media nazionale – cresce soprattutto grazie ai tirocini e al lavoro estivo.

Durante il periodo maggio – ottobre 2016 hanno lavorato mediamente 35.177 giovani residenti con meno di 30 anni, +1.316 (+3,9%) rispetto all’anno precedente.

Si è registrato per la seconda volta di seguito un incremento positivo superiore a quello registrato in termini percentuali dalla popolazione in questa fascia d’età (+1,0%).

È cresciuta l’occupazione sia delle giovani donne (+552; +3,6%) che dei giovani uomini (+764; +4,1%).

Questo incremento è dovuto non solo al miglioramento della situazione economica in generale, ma soprattutto ai nuovi posti di lavoro creati nel commercio e nell’alberghiero-ristorativo (+960; +8,2%).

Il numero di giovani sotto i 20 anni che durante le vacanze estive 2016 ha fatto un’esperienza lavorativa è leggermente aumentato rispetto all’anno scorso. La percentuale di giovani con meno di 20 anni che hanno fatto un’esperienza lavorativa nel corso dell’estate è aumentata al 35,5%.

 

Linee guida in materia di tirocini formativi

Vediamo insieme alcune linee guida sulle quali si regola la materia dei tirocini:

  • Non è possibile utilizzare il tirocinio per attività lavorative che non prevedono un periodo di formazione
  • Un tirocinante non può mai essere utilizzato per sostituire un lavoratore in un periodo di picco dell’azienda. La stessa regola si applica per eventuali periodi aziendali nei quali i lavoratori assunti dall’azienda sono in malattia, maternità o ferie.
  • Ci deve essere un reale e concreto impegno di trasformare il periodo di tirocinio con opportune misure di stimolo in un eventuale contratto di lavoro

Per i tirocini svolti in territorio estero, si applicano in generale le normative di riferimento del paese ospitante. Salvo eventuali accordi o convenzioni in essere tra  l’Italia e il paese ospitante.

Se invece il tirocinio viene svolto all’interno di un’ambasciata presente su suolo estero, la normativa di riferimento è quella italiana.

Tipologie di tirocinio previste dall’accordo tra Provincie Autonome di Trento e Bolzano, Regioni e Governo 

 I  tirocini di orientamento servono principalmente per mettere in contatto giovani e imprese durante il periodo di frequentazione scolastica.

I soggetti devono essere in possesso in un titolo di studio che conseguito entro i 12 mesi, si parla sia di neolaureati che neodiplomati.

I tirocini di reinserimento nel lavoro riguardano tipologie di persone disoccupate, in mobilità o inoccupate. Servono per reinserire la persona in un contesto lavorativo nuovo.

Come ultima categoria abbiamo i tirocini per il reinserimento dei disabili,  ex detenuti, persone svantaggiate.

Quanto deve durare un tirocinio e quando interromperlo

Il tirocinio prevede un tempo massimo di svolgimento, a prescindere da eventuali proroghe o sospensioni a seconda delle varie tipologie, prevede una durata massima pari a :

  •  Nel caso di tirocini formativi il periodo previsto è pari a 6 mesi
  • Per tirocini di reinserimento nel mondo lavorativo rivolto a disoccupati e persone in cassa integrazione il periodo massimo previsto è pari a 12 mesi.
  • I tirocini di reinserimento per disabili prevedono un periodo massimo fino a 24 mesi.

Le Regioni e le Province Autonome possono, in riferimento alle persone con situazioni di svantaggio o portatrici di handicap possono decidere in autonomia agevolazioni legate alla durata.

Invecchiamento del mercato del lavoro

Un lavoratore dipendente su quattro ha oltre 50 anni.

I lavoratori con più di 50 anni sono 54.566 lavoratori con 50 e più anni che corrisponde ad un aumento del +7,9% rispetto all’anno precedente, pari a +4.009 occupati, un incremento record: il 2016 è il terzo anno di fila che il numero di lavoratori over 50 cresce di oltre tre mila unità in un anno.

L’incremento del tasso di occupazione degli anziani è riconducibile principalmente a due fenomeni: il prolungarsi della vita lavorativa e l’ingresso in questa fascia di età di generazioni di donne con tassi di occupazione più elevati delle generazioni precedenti.

In effetti sia in termini relativi che in termini assoluti la crescita è imputabile maggiormente alla forza lavoro femminile che non a quella maschile: negli ultimi 5 anni il numero di donne over 50 è aumentato di +9.083 (+52,1%) mentre il numero di uomini “solo” di +8.213 (+41,4%).

 

Occupazione straniera in crescita grazie alla ripresa economica

Nel periodo maggio – ottobre 2016 lavoravano in media 29.320 lavoratori dipendenti stranieri, ai quali bisogna aggiungere 3.375 stranieri occupati presso famiglie.

A parte gli occupati presso le famiglie, si tratta di un incremento del +2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a +650 occupazioni. La variazione al netto delle naturalizzazioni risulta essere +1.666 (+5,8%). Tenuto conto solo dei residenti l’incremento è notevole: +2.041 pari al +13,8%.

Al netto delle naturalizzazioni, il saldo registra un’unica voce negativa, relativa all’occupazione in agricoltura (-84; -1,3%). Negli altri settori si registra un saldo positivo: +154 (+5,4%) nella manifattura, +729 (+7,8%) nelle strutture ricettive e ristorative e +812 (+10,1%) negli altri servizi, nell’edilizia il saldo è positivo (+55; +3,0%).

Complessivamente il saldo risulta essere positivo sia per gli uomini (+796; +4,6%) che soprattutto per le donne (+870; +7,7%).

 

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